PORCELLANA

 Una breve spiegazione.

L’espressione “pittura a terzo fuoco”, indica che il colore composto da ossidi depositato sulla porcellana, viene fissato durante la cottura in un apposito forno in materiale refrattario alla gradazione che va da 700 a 800°C. Questo passaggio rappresenta anche la terza cottura che viene subita da un oggetto di porcellana: la prima viene eseguita per cuocere il pezzo grezzo,  la seconda per fissare il rivestimento con cristallina o vetrina che serve a conferire all’oggetto luminosità e brillantezza.

Dopo questi due passaggi, l’oggetto è pronto per la decorazione detta appunto “a terzo fuoco”.

 

 

Materiali

 

- Pennelli in martora di varie dimensioni

- Pennello piatto in martora o in sintetico molto morbido (per stendere il colore da tamponare successivamente)

- Matita vetrografica per disegnare sulla porcellana

- Medium per amalgamare il colore (composto da essenza grassa e trementina che non necessita di diluizioni)

- Essenza di trementina o essenza d’agrumi per pulire i pennelli

- Alcool per sgrassare la porcellana

- Essenza di lavanda o di garofano

- Colori in polvere appositi per pittura a terzo fuoco

- Spatola a coltello, in metallo con manico di legno

- Penna con relativi pennini in acciaio

- Fogli in carta da lucido sottile

- una piastrella o lastrina di vetro per amalgamare il colore

- spugnette sintetiche a grana sottile

 

 

 

TECNICA CLASSICA

 

I colori si impastano sulla piastrella con poche gocce di “medium”, spatolandoli fino a quando le particelle di polvere sono completamente disciolte ed il tutto assume una consistenza cremosa.

 

Durante il lavoro, il colore indurisce, quindi va rispatolato aggiungendo una goccia di medium o diluente riportandolo ad una consistenza ottimale.

 

Quando il colore viene utilizzato per tamponare, oltre al medium si aggiungono poche gocce di essenza di lavanda o essenza di garofano (io preferisco utilizzare essenza di garofano perché attira meno il pulviscolo atmosferico) e 1/3 di fondente (rispetto al quantitativo di colore in polvere) che aiuta ad abbassare il punto di fusione del colore, aiutandolo ad imprimersi al meglio, conferendogli più brillantezza.

 

TERMINI TECNICI

 

Tamponatura: colore steso a pennello, anche su vaste superfici, e successivamente tamponato in modo leggero con l’apposita spugnetta fino a renderlo omogeneo.

 

Delineo: è il disegno o la scrittura eseguita sulla porcellana, intingendo il pennino direttamente nel colore.

 

Delacco: “delaccare” significa schermare un’area con una sostanza particolare di colore violaceo per proteggerla da una successiva stesura di colore. Si rimuove a lavoro terminato.

 

Fondente: sostanza minerale che riduce il punto di fusione della silice nel colore.

 

Ricalco: si può procedere a ricalcare in due modi:

1° modo:

- si appoggia il lucido sul disegno e si ricalca con una matita dura o una biro a tratto sottile;

- si rivolta il lucido e lo si annerisce con una matita grassa ricoprendo tutto il retro del disegno;

- si appoggia il lucido con la parte annerita rivolta verso la porcellana e lo si fissa con nastro adesivo;

- si ricalca di nuovo il disegno con la biro fino a trasferirlo sulla porcellana

 

2° modo (tecnica dello “spolvero”):

- si ricalca il disegno (per esempio utilizzando il lucido);

- si bucherella con un ago il tracciato del disegno;

- si appoggia il lucido bucato sulla porcellana con il diritto verso di sé e si procede allo spolvero del lucido battendo con un tampone riempito di nerofumo;

- si asporta il lucido ed il tracciato sottostante è pronto per la colorazione poiché la polvere è passata attraverso i forellini.

 

Come si costruisce un tampone da spolvero

 

Il tampone non si acquista ma si costruisce.

E’ sufficiente riempire una pezzuola bianca di polvere di nerofumo, si raccolgono gli angoli  e si lega strettamente con dello spago immediatamente sopra il livello della polvere.

Il tampone è pronto per essere utilizzato.

Il nerofumo lo si acquista nei colorifici; in mancanza di esso, si può utilizzare della polvere di grafite.

 

 

 

TECNICA OLIO MOLLE

 

Si tratta di colore impastato con medium a base di oli di origine naturale che viene utilizzato anche per pulire i pennelli e denominato, appunto, “olio molle”.

Il colore così impastato, asciuga solo in cottura ed offre quindi il vantaggio di preparare la tavolozza cromatica con largo anticipo e di poter ritoccare il decoro fino al raggiungimento del risultato ottimale.

Va conservato in apposite scatole metalliche per preservarlo dal pulviscolo ambientale.

 

Pennelli da utilizzare:

- di tipo piatto in alcune misure ed in pelo di VAIO;

- con setole lunghe e sottili denominato “scroller”

- SGARZONE: asta con le parti terminali in caucciù che serve per creare punti luce.

 

 

 

TECNICA SCANDINAVA

 

 Il termine stesso indica che è nata nei paesi scandinavi.

 

La porcellana utilizzata per questo tipo di decorazione deve avere necessariamente linee essenziali e moderne.

 

Questa tecnica implica l’utilizzo di scavi”guidati”, l’applicazione di perle e fritte di vetro che la successiva cottura scioglierà, l’applicazione di lustri, colori metallici ed interferenti arginati da linee a pennino tracciate con colore nero o oro lucido, argento e platino che danno leggerezza e continuità al decoro.

 

Materiali:

- sabbia di vetro per scavo;

- perle di vetro in varie dimensioni;

- polvere “alto rilievo” per l’ancoraggio delle perle e per la formazione di linee e volute di decorazione;

- oro lucido e relativo diluente;

- medium “COPAIBA” per l’impasto del rilievo;

- sgarzino;

- spatola;

. pennelli piatti in pelo di vaio;

. colori denominati “lustri” – colori opachi

 

 

 

 

VETRO

  

Anche gli oggetti di vetro possono essere decorati e successivamente cotti in forno a muffola, in questo modo, come per la porcellana, la decorazione risulterà indelebile e l’oggetto potrà subire un tranquillo lavaggio sia a mano che in lavastoviglie.

 

Possono essere utilizzati tutti gli oggetti in vetro con spessore uniforme e con qualsiasi colorazione, il cristallo invece, non è da considerarsi adatto.

 

I colori da utilizzare,  opachi o trasparenti sono costituiti da polveri da impastare con il medium utilizzato abitualmente per la porcellana,  oppure RCP (medium all’acqua).

Anche al vetro può essere applicata la tecnica scandinava con l’utilizzo di specifici lustri, oro e graniglia di vetro per decorazioni a rilievo e moderne, oppure l’olio molle utilizzando i colori opachi per vetro.

 

Materiali :

 

-         pennelli sintetici di varie dimensioni a goccia e piatti

-         colori in polvere opachi o trasparenti

-         medium o medium all’acqua RCP

-         spatolina a coltello per l’impasto dei colori

-         matita vetrografica per disegnare

-         spugnetta sintetica per tamponare

-         essenza d’arancia

-         penna e relativi pennini

-         alcool per sgrassare l’oggetto

-         lustri e oro per vetro

-         piastrellina per l’amalgama dei colori